Segno che i tempi cambiano - APRILE 1999
SEGNI DAL PASSATO.

La scoperta dei primi segni, incisi, disegnati o dipinti dall'uomo e usati per la trasmissione visiva del pensiero, risalgono a circa 40.000 anni fa, e li stiamo ancora usando...
Lo sapevate che il marchio della Mitsubishi oltre ad essere il simbolo nordico che indica la divina onnipotenza, è anche l' antico segno di una famiglia giapponese? Oppure che il simbolo della stella a tre punte inscritta in una circonferenza oltre che il simbolo della trinità è anche quello della Mercedes?
Persino nella pastina per i bambini ho scoperto dei simboli: le stelline o le farfalline, o quella a forma di animaletti.

 

I MOTIVI PER CUI...

I motivi per cui affronto questo argomento sono due, da un lato la mia curiosità per l'inspiegabile quantità di segnali visivi che affolla la nostra vita e la realtà circostante , dall' altro la scoperta che il mondo di internet oggi è costituito quasi totalmente da messaggi visivi proprio come la televisione, mentre qualche anno fa era considerato un mondo di solo ipertesto.
Adrian Frutiger* sosteneva che è meno impegnativo prestare attenzione a delle immagini piuttosto che ascoltare, perchè un messaggio visivo può essere seguito ad occhiate, non richiede la costante attenzione che invece serve per capire un dicorso verbale. Però un immagine è molto più esplicita di un discorso, rivela subito il suo contenuto viene così eliminato l' atto dell' immaginare...sarà un bella cosa? Nel 1983 quando Frutiger scrive Segni & Simboli, inizia a grande diffusione della televisione, proprio come oggi vediamo crescere l' interesse per internet e questa ulteriore valanga di messaggi visivi che ci investe potrebbe ubriacarci, potremmo non percepire più i segnali veramente importanti, persi in mezzo a tutti quelli che sono superflui. La caratteristica dei simboli e dei segni è di essere essenziali, diversamente da disegni e illustrazioni e da tutti gli altri messaggi visivi, essi ci rendono quella possibiltà di immaginare delle situazioni, di scoprirne il significato nella nostra memoria e di vederli diversamente a seconda del contesto, sono molto più adatti alle esigenze della comunicazione moderna.

 

COLPIRE NEL SEGNO!

"L'uomo iniziò ad esprimersi graficamente ispirato più da motivi di magia o da pratiche rituali, che non perchè desiderasse registrare fatti ed esprimere volontà e sentimenti; conseguentemente tali segni non hanno ancora nulla in comune con la scrittura cosciente"**
Il motivo per cui i marchi delle grandi aziende di solito sono simboli stilizzati ad un massimo di due colori è che colpiscono l' osservatore per la loro essenzialità, creano delle suggestioni, sono facili da ricordare e si stampano nella nostra memoria per non andarsene mai più se non con una bella botta in testa o con un amnesia! Questi simboli sono diversi da quelli del passato, sono studiati sulla base di strutture geometriche ma sono pur sempre la raffigurazione simbolica di oggetti o eventi della realtà.
"Ciò che determina fondamentalmente l'appariscenza delle forme è la loro "pregnanza" o buona forma: quanto più regolari, ordinate, simmetriche, coesive, omogenee, equilibrate, semplici, concise esse si presentano, tanto maggiore sarà la probabilità che esse stimolino, nella media degli osservatori, la reazione voluta mediante la percezione visiva"***.
Utilizzare in web e dunque in comunicazione dei simboli comporta uno sforzo aggiuntivo, conoscerne il significato ed usarli correttamente. Mentre per quanto riguarda i simboli di uso comune (freccie, omini simbolo di work in progress , di download ecc...) andiamo abbastanza sul sicuro, possiamo facilmente anche crearne di nuovi con un minimo di intuito e pratica di disegno, nel caso dei più misteriosi simboli etnici raccolti nei numerosi font dingbats o in collezioni di clipart o in libri (questi spesso sono sigilli , firme stemmi o ancora rune o lettere di alfabeti antichi stilizzate), non tutto quello che troviamo è originale, molti simboli all' apparenza antichi possono essere delle rielaborazioni fatte da grafici o da type designers. Per accertarne la credibilità e l' originalità non possiamo fare altro che documentarci, ci sono milioni di libri riguardo a questo argomento.

 

SEGNO CHE L'APPLICAZIONE SI STA PER CHIUDERE...

... o segno di un crash di sistema? Partiamo dai programmi di desktop publishing nell' indagine di quanti simboli sono davanti a noi, via via approderemo ai browser e finalmente ad internet. Con cosa sto scrivendo adesso? Ma con Word naturalmente, avete mai notato quanto faciliti l' uso di un programma un interfaccia grafica intuitiva e il fatto che le metafore che usiamo siano le più semplici e diffuse? Se invece dell' icona della forbicina ci fosse scritto 'taglia', non sarebbe nulla, ma se invece delle tre colonnine ci fosse scritto 'disponi su tre colonne verticali uguali e a pari distanza' penso che useremmo dei monitor più grandi! I simboli e le metafore sono importantissimi nell' interfaccia grafica dei programmi, personalmente ho una certa idea di come dovrebbe essere il programma di DTP ideale, per ora però mi limito ad elencarvi i più piacevoli o divertenti da vedere e facili da usare!
1) Tutti i programmi Adobe perchè chiunque li può usare, anche un bambino! Questi si che sono essenziali e chiari!
2) Bryce 3d che nella solita complessità della modellazione 3d ha portato una ventata di grafica vera. Bryce è sempre prodotto dalla Meta Creations, la palette per la scelta della prospettiva è sconvolgente, rappresenta una miniatura del nostro ambiente 3d, che possiamo ruotare a nostro piacimento, per creare gli oggetti o modificarli abbiamo delle rappresentazioni simboliche dei vari tipi di trasformazione. Credo che una demo si possa scaricare da http://www.metatools.com/
3) Kai's Photo soap e Painter 5.5 perchè non sono certo essenziali ma piacevolissimi da usare . Photo soap, non ha lo strumentino della gomma da cancellare, ha una gomma formato naturale e il pennello...ha il manico di legno, una goduria! Per una demo, http://www.metatools.com/ Anche il nostro sistema operativo, è studiato per parlare con noi tramite segnali visivi, ricorderemo l' icona del Mac triste o della bomba quando siamo in procinto di assistere al nostro bel crash d sistema; oppure il triangolo col punto esclamativo o più semplicemente il fatto che il cestino se è pieno si scoperchia o si riempie di cartacce...
L' uso di metafore e simboli rende possibile l' uso di applicazioni molto complesse da parte di tutti, anche dei meno esperti. Sono proprio i meno esperti che possono avere l' esigenza di navigare con tutte le belle iconotte nella toolbar del browser, per avere solo pulsanti di testo basta cambiare le preferenze e si guadagnano anche alcuni pixel di 'visuale' dalla nostra finestra.
Ma noi sappiamo che navigano tutti, e a tutti deve essere comprensibile come funzionano gli strumenti, l' interfaccia è studiata per essere usata senza bisogno di corsi o spiegazioni, sia Internet Explorer che Netscape usano simboli e metafore come canocchiali, busta della posta , stampante, casetta, torcia, lente d'ingrandimento...ancora mi chiedo però cosa sia il simbolo di reload in Netscape Communicator? Sembra una vanga...boh?

Il tempo stringe e devo concludere, vorrei invitare i grafici o coloro che lo diventeranno, a riconsiderare la nostra produzione alla luce del passato di simboli e segni delle civiltà antiche e a guardare al nostro lavoro di comunicazione con la spontaneità e la capacità di sintesi di quei nostri antenati che per comunicare qualsiasi cosa avevano bisogno solo di due colori, quello della luce e quello del buio.

*Adrian Frutiger - Segni & Simboli - Stampa Alternativa Graffiti.
**Andrea Marconi, Franco Marinelli - Disegno di lettere Il carattere da stampa e sua evoluzione stilistico-progettuale-
Grafica1,2,3,4; Arti Poligrafiche Europee
***Luigi Fumanelli - Esempi e casi concreti di visiologia in applicazioni grafiche
Grafica1,2,3,4; Arti Poligrafiche Europee